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SUBURBIA 08/

Ulderico Pesce

QUANDO: 13 GIUGNO
DOVE: Borgo di Castellazzo CORTE CASE NUOVE
ORARIO: alle 22.30
SITO: www.uldericopesce.com

Ulderico Pesce, definito dalla critica italiana: “esponente di spicco della nuova generazione dei narratori teatrali italiani”, è nato in Basilicata. Allievo dell’Accademia di Teatro di Mosca diretta da Anatoli Vassilev, ha lavorato come attore con Luca Ronconi, Carmelo Bene, Giorgio Albertazzi, Giancarlo Sbragia, Gabriele Lavia e altri. Ha partecipato a vari progetti internazionali tra i quali Ciascuno a suo modo di Pirandello per la regia di Vassilev, con il Teatro di Roma, l’Accademia teatrale di Mosca e l’Università “La Sapienza di Roma”. Ha messo in scena Diario Ottuso di Amelia Rosselli, (andato in onda a Blob Fuori orario, Rai 3), Novecento di Alessandro Baricco e Levi Carlo Graziadio, scritto con Giovanni Russo. Successivamente ha scritto e diretto Contadini del Sud, tratto dall’opera di Rocco Scotellaro e Amelia Rosselli, con il quale ha partecipato a festivals in Australia, Argentina, Brasile, Uruguay, Cile, Colombia, Venezuela, Francia e Svizzera. Questo spettacolo, andato in onda su Rai Sat album, è stato definito da Franco Cordelli, sul Corriere della Sera: “Lo spettacolo più sorprendente della stagione teatrale”. Nel 2003 Pesce ha scritto e diretto L’innaffiatore del cervello dell’anarchico Passannante, con il quale ha partecipato al Festival Internazionale di Teatro di Santarcangelo di Romagna e a festivals in Cile, Argentina e Perù. Ha messo in scena inoltre Storie di Scorie: come si costruisce una pattumiera nucleare: Scanzano, Saluggia, Roma, Latina, Rotondella, con cui ha vinto il Premio Legambente 2005. Sta portando in scena Fiato sul collo i 21 giorni di lotta degli operai Fiat di Melfi con cui ha vinto il Premio Riccione per il Teatro 2005 sezione Marisa Fabbri che è andata in scena presso il Teatro Piccolo Ambra Jovinelli di Roma diretto da Serena Dandini.

Di Ulderico Pesce hanno scritto:

l’Unità, Rossella Battisti: “Un narratore di un’Italia dimenticata. Del fare teatro passando per l’archivio, la memoria e poi agitando il tutto per un perfetto cocktail da scena. Teatro con senso e con anima che non finisce con la sigla “the end”, ma continua a lavorarti dentro e, magari, si aspetta che possa agire nella realtà.”

Corriere della Sera, Franco Cordelli: “Pesce recita come se fosse seduto a un tavolo con ciascun spettatore, mi racconta una storia, è la storia di un altro, ma potrebbe essere la sua. Pronuncia una lunga frase e fa una pausa, con calma come se il tempo fosse illimitato, come se fossimo a Matera e non fossimo incalzati da nessuna delle nostre pseudo-brame di vita.”

Avvenimenti, Marcantonio Lucidi: “Pesce, attore di sicura forza teatrale, è uno di quegli showman di cui l’Italia ha il segreto, i mattatori di estrazione locale ma di valore nazionale.”

La Repubblica, Nico Garrone: “Ulderico è come un felliniano cultore di bizzarri “amarcord” ignoti ai libri di storia e alle pagine dei grandi quotidiani”

l’Unità Adele Cambria: “Ulderico Pesce mi fa venire in mente per similitudine Ignazio Buttitta, il poeta siciliano che è stato l’ultimo dei grandi cantastorie del Sud.”

IL MANIFESTO Gianfranco Capitta: “Quella di Pesce è una teatralità piena e avvolgente”

Diario, Attilio Scalpellini: “Dolce e dolente è la matrice del teatro estroverso e popolare di Ulderico”

Il Tempo, Tiberia De Matteis: “Il teatro di Pesce cerca di sensibilizzare l’opinione pubblica su importanti argomenti con la sua indubbia ed etica arte scenica.”

l’Unità, Claudio Fava: “Piace perché racconta, affabula, ricorda, stupisce e insegna.”