– URBAN CENTRE – LETTERA APERTA AL SINDACO DI BOLLATE

Da molti anni promuoviamo sul territorio in cui operiamo come residenza teatrale, una politica culturale che valorizzi il teatro e le relazioni sociali da esso promosse e sviluppate.
Il nostro comune non possiede un Teatro pubblico.
Nell’inverno 2014 sono iniziati i lavori per la realizzazione dell’Urban Centre, contestato progetto di costruzione di un auditorium pubblico, a vocazione teatrale, in una delle piazze centrali della Città. Nonostante le ingenti somme impegnate, i lavori non sono ancora ultimati, e quel che è peggio è che l’attuale Amministrazione non sa come procedere per la gestione dello spazio. L’intenzione sembrerebbe quella di trovare un partner privato che sia in grado di accollarsi gli ingenti costi di gestione.
In quanto protagonisti della vita culturale del nostro territorio, auspichiamo una gestione illuminata della cosa pubblica.
Questa la lettera aperta scritta da Alessandra Pasi al Sindaco di Bollate pubblicata da Il notiziario, l’ 8 gennaio 2016. Oltre un anno e mezzo fa.
L’Urban Centre è ancora chiuso, nessuna certezza delle sue sorti, quel che è peggio….nessuna parvenza di progettualità. La (bella) piazza antistante in compenso è stata inaugurata, in fretta e un po’ in sordina…ma l’estate è arrivata, il caldo avanza, e la sensazione che ci pervade è quella di un drammatico annaspare…

Gentile Sindaco

mi rivolgo a lei in quanto Primo Cittadino della mia città, Bollate.
In questa città sono nata e cresciuta e, da oltre 15 anni, lavoro tenacemente come attrice e regista teatrale, ma anche come promotrice culturale, stringendo relazioni e collaborazioni con il tessuto educativo e sociale del nostro territorio, perché credo fermamente che il Teatro sia un’Arte che va oltre la creazione.
Io e le mie compagne di lavoro siamo convinte non solo che il Teatro alimenti la capacità di sognare e di creare nuovi scenari possibili, ma anche che aiuti, chi lo sperimenta, ad avere una maggiore consapevolezza e una migliore percezione di sé e del mondo.
Per questo le scrivo.
Perché sono preoccupata per le sorti del tanto discusso Urban Centre.
Sono molti anni che, insieme ad altri compagni di viaggio come gli amici dell’associazione L’Orablù, ribadiamo che questa Città è orfana non solo di un teatro come luogo, ma anche di un progetto attorno al teatro e alla cultura: tante amministrazioni non sono state in grado di adottare una politica culturale lungimirante, capace di guardare al di là di uno o due mandati politici, per il bene della comunità cittadina.
Ho seguito in questi mesi le polemiche, le provocazioni, gli appelli accorati di una popolazione cittadina che non ha compreso e non ha gradito la scelta, discutibile, di dare avvio ai lavori di realizzazione dell’Urban Centre.
Non entro nel merito delle questioni, condivisibili o meno, ma cerco di leggere quello che tante polemiche e recriminazioni portano con sé. E, quello che leggo è una richiesta corale di PARTECIPAZIONE. Di CONDIVISIONE.
Bisogna ora guardare al presente per saperlo gestire e, soprattutto, bisogna guardare al futuro.
Le ho sentito dire pubblicamente, Sindaco, di essere preoccupato dal pensiero di chi e come potrà gestire l’Urban Centre. Le confesso che ho tremato.
Come sono stati fatti sforzi sinora per realizzare, con i soldi pubblici, quello che dovrebbe divenire il Centro Urbano e il cuore della Città, credo se ne debbano fare altrettanti perché questo luogo, ormai una realtà, diventi davvero IL luogo della cultura e della socialità cittadina. E per esserlo, credo altresì debba essere l’Amministrazione Pubblica in prima persona, almeno per i primi anni, a farsene carico.
Attraverso un’attenta gestione, capace di restituire alla Cittadinanza una reale appartenenza a quel luogo, offrendo la possibilità di partecipare, promuovendo iniziative culturali, spettacoli, mostre e concerti per far vivere davvero quel luogo pubblico, rendendolo un Bene Comune.
Al contrario, cercare una rapida soluzione per sollevare l’Amministrazione dall’onere, economico e politico, di gestione, individuando qualche soggetto a cui consegnare la ‘patata bollente’ degli ingenti costi, equivarrebbe a sancire definitivamente la separazione di quel luogo, dal tessuto vivo e reale della nostra Città. L’ennesimo luogo di nessuno, stretto da logiche commerciali legate alla necessità di sopravvivenza, non certamente quel cuore culturale della città che ci auguriamo possa essere. E che potrebbe essere, se fosse gestito con un’ importante partecipazione pubblica fiancheggiata da una progettazione culturale di ampio respiro, che coinvolga a vario titolo i protagonisti della vita culturale della Città ma, soprattutto, la Comunità cittadina.
E’ tempo di buoni propositi per il nuovo anno.
Io ci auguro, caro Sindaco, che la nostra Città abbia il coraggio di ripartire anche dalla Cultura, all’insegna della condivisione e della partecipazione.
Un caro saluto
Alessandra Pasi, nudoecrudo teatro

Il Sindaco di Bollate Francesco Vassallo, sulle pagine de Il notiziario (15 gennaio 2016), risponde alla lettera scritta dalla nostra direttrice artistica, per correttezza Alessandra Pasi (e non PASE, sic).

Queste le parole.  (Per leggere aprire l’immagine)

Risposta a lettera pasi