Barbablù. Fiaba nera a più voci
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scrittura sonora Alessandra Pasi
con le voci di Franz Casanova, Angela Lariccia, Andrea Negri, Diego Palladino, Alessandra Pasi, Roberto Sau, Chiara Stablum
suono Luca De Marinis
Barbablù.
Basta la parola per farci correre un brivido lungo la schiena.
Una di quelle favole così scure da farci passare la notte
in bianco quando eravamo bambini.
Una fiaba tanto nera da sembrare blu. Blu indaco, per l’esattezza.
Da vedere, poco o niente. Protagoniste sono le bocche, spettatrici sono le orecchie.
Eppure, se si chiudono gli occhi, le immagini appaiono eccome.
Ma non c’è troppo d’aver paura. È pur sempre una favola, il lieto fine è dietro l’angolo.
Un classico della letteratura per l’infanzia riscritto sonoramente per essere interpretato da un coro polifonico di voci narranti che si rincorrono, si ostacolano, lavorano all’unisono, si fanno suono per regalare uno spettacolo tutto da ascoltare. Una fiaba per grandi e non solo, adatta ad un pubblico dai 7 anni.
Al centro della scena, lo spettatore si ritrova letteralmente circondato dagli attori, raccolto faccia a faccia, gomito a gomito col resto del pubblico, altrettanto disorientato. Le voci risuonano di fronte a lui, lo sorprendono alle spalle, si susseguono accerchiandolo, mentre intravede le sagome degli attori, spia i loro gesti, gli sguardi, insegue le mani del regista che, come un direttore d’orchestra, dirige e chiama in causa voci, timbri, suoni, variando volumi e tempi per costruire un flusso sonoro unico e irripetibile.
Questa sonorizzazione della nota e nerissima fiaba di Barbablù è nata cercando di far dialogare tra loro le voci degli attori ed il testo stesso della favola, che viene ora fedelmente narrato, ora invece trasformato in qualcosa che va oltre la parola e che, pur senza diventare musica, ne mantiene lo stesso potere suggestivo.
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